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Stefanos Tsivopoulos, I WANT MY UTOPIA BACK / 26.03.2011 >

Stefanos Tsivopoulos, I WANT MY UTOPIA BACK

immagine da archivio rielaborata per archiviazioni.org

26.03.2011

a cura di Giusy Checola

Stefanos Tsivopoulos, I WANT MY UTOPIA BACK, 2011, appropriated archival image, dimensioni variabli. Cortesia dell’artista.

I think that we are at a crossing in the roads of history, history in the grand sense. One road already appears clearly laid out, at least in its general orientation.

That's the road of the loss of meaning, of the repetition of empty forms, of conformism, apathy, irresponsibility, and cynicism at the same time as it is that of the tightening grip of the capitalist imaginary of unlimited expansion of "rational mastery," pseudo-rational, pseudo-mastery, of an unlimited expansion of consumption for the sake of consumption, that is to say, for nothing, and of a techno-science that has become autonomized along its path and that is evidently involved in the domination of this capitalist imaginary.

The other road should be opened: it is not at all laid out. It can be opened only through a social and political awakening, a resurgence of the project of individual and collective autonomy, that is to say, of the will to freedom. This would require an awakening of the imagination and of the creative imaginary.


Cornelious Castoriadis, Figures of the Thinkable, Stanford University Press, July 18, 2007

In occasione della sua presentazione al pubblico, Archiviazioni ha invitato Stefanos Tsivopoulos a elaborare un’immagine di archivio che rappresenti il concept e gli scopi del progetto. I Want My Utopia Back è una riflessione sul concetto di Autonomia in relazione a quello dell’archivio come azione. Questo processo di trasformazione che va dall’informazione alla conoscenza, dalla costruzione istituzionale all’azione sociale e alla formazione di un’autonoma consapevolezza, era anche alla base della democrazia nell’antica Grecia. Per Tsivopoulos, gli archivi non hanno necessariamente una funzione ‘rappresentativa’ della verità storica, ma sono piuttosto un modo alternativo per raccontare una storia. Questa storia intende riflettere sulle possibilità creative e immaginarie del nostro tempo.

 

Stefanos Tsivopoulos (Praga, 1973) è un artista/filmmaker greco che vive e lavora ad Atene e Amsterdam. La sua ricerca riflette sulla storia e sulla memoria storica come costruzione narrativa, una costruzione mediata dalle immagini che sono state editate e rieditate, e privata di immagini che non sono mai state usate o che sono andate perdute. Nei suoi film confonde fatti e finzione, passato e futuro, poiché il suo interesse è principalmente quello di interrogare le possibilità e le caratteristiche di questa costruzione narrativa, più che ad estrarne la verità. Al centro del suo lavoro sta la natura ambigua delle immagini e il loro dislocamento, da oggetto estetico a merce, a prova archiviata di verità storica.

www.stefanostsivopoulos.com