VIEW > workshop archivio mobile, Palestina

Ricerca e workshop / Fondo Roberto Cimetta
novembre 2012 – febbraio 2013
Palestina, Giordania, Turchia

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Screening con i partecipanti e gli activator di Campus in Camps (campo profughi di Dheisheh – Betlemme, Palestina).
Foto: Diego Segatto, 2012.

Tra novembre e febbraio 2012 Giusy Checola, Diego Segatto e Susanna Ravelli, membri dell’associazione Archiviazioni, hanno compiuto un viaggio che ha attraversato Palestina, Giordania e Turchia, a valutare possibili partnership per la realizzazione di futuri progetti in grado di connettere la regione pugliese, il Sud Italia e il bacino culturale del Mediterraneo. Altro obbiettivo, la promozione e implementazione di Archivica, il primo archivio per l’arte e la sfera pubblica nel Sud Italia, parte delle attività di Archiviazioni oltre ai programmi di residenza, i workshop e le iniziative sperimentali di interazione e narrazione, tra le quali le redazioni temporanee.

Durante questo primo viaggio, è stato dedicato più tempo alla permanenza in Palestina per instaurare una partnership con il programma Campus in Camps, dove Archiviazioni sta per dare inizio a un progetto fondato sul carattere generativo del suo archivio mobile e sul modello dell’unità editoriale, inteso sia come esperienza di apprendimento reciproco, sia come opportunità futura di scambio tra pratiche artistiche e interdisciplinari, in Puglia così come viene sperimentato in divenire al campo profughi di Dheisheh (Betlemme, Palestina).

Campus in Camps “ha avuto inizio nel gennaio 2012, coinvolgendo un gruppo di giovani partecipanti in un programma biennale dedicato a nuove forme di rappresentazione visiva e culturale dei campi profughi, dopo più di sessant’anni di esilio. L’obbiettivo è fornire, a giovani e motivati refugee plaestinesi interessati a coinvolgere la loro comunità, lo spazio intellettuale e le infrastrutture necessarie a facilitare tali dibattiti e a tradurli in progetti concreti orientati alla comunità stessa, incarnando pratiche di rappresentazione e rendendole visibili nei campi. Nel programma viene messa in gioco per i partecipanti la possibilità di realizzare interventi nei campi profughi senza normalizzarne la condizione o banalmente confonderli con il resto della città. Crediamo che il futuro dei campi profughi e il loro ambito spaziale, sociale e politico ci obblighi a ripensare profondamente l’idea di città come spazio di rappresentazione politica, considerandoli come un banco di prova per nuove pratiche spaziali e sociali”.
Per maggiori informazioni, si consulti il sito www.campusincamps.ps.

Il nucleo della ricerca.
Da dove arriva la conoscenza? Come ridefinirla? Come produrla, quindi?

Le questioni affrontate con il team e i partecipanti di Campus in Camps, come primo passo di ricerca, scambio e discussione, hanno riguardato l’avvio di una piattaforma di dibattito e produzione di nuove modalità di narrazione e rappresentazione, ma allo stesso tempo strettamente legate al loro contesto sociale, culturale e geografico, in una forma che possa essere riformulata anche in altri sistemi territoriali, come la regione Puglia, in Italia. In che modo artisti, designer, architetti, teorici ed esperti di altre discipline nel panorama internazionale, potrebbero interagire e attivarsi all’interno di altre biogeografie, per indurre altre visioni del Sé e della realtà circostante?

L’approccio critico iniziale considera una supposta e forzosa “universalità” dei significati, dei codici linguistici e delle strutture cognitive nei paesi del Mediterraneo e del Sud, messa a confronto con lo sviluppo e la promozione di metodologie sperimentali di produzione della conoscenza basata su esperienze personali, attinenti la crescita di uno spirito critico aperto e un piano di discussione e progettazione comune, generato da una branca della pratica e della ricerca artistica e dall’interazione con altre discipline riguardanti il pubblico dominio.

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